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A Kabul si muore alle Maldive si tratta |
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Ieri 3 febbraio 2010 un nuovo attacco contro i militari NATO in Afghanistan. Un blindato Lince alle ore 13,20 locali è stato oggetto di un agguato portato con un IED (Improvised Explosive Device) che è esploso al passaggio dei mezzi. Per fortuna non risulta che ci siano state conseguenze gravi per i nostri soldati, solo un contuso ricoverato in Ospedale per accertamenti. L’attentato è avvenuto a ridosso dei confini con l’Iran, a pochi chilometri da Shindand dove si trova una base operativa avanzata degli italiani contro una pattuglia che rientrava da una missione di Key Leaders Engagement (ndr : fonte Corriere della Sera - Esteri 3 feb. 2010). Attività di “ricognizione operativa” che porta a contattare nei villaggi esponenti locali per acquisire utili elementi di conoscenza sull’area in cui operano le forze di sicurezza afghane e i militari della missione Isaf della Nato. Un episodio che ancora una volta conferma che gli insorti afgani con intendano deporre le armi ed in particolare coloro che gestiscono traffici illeciti in particolare verso l’Iran. Droga, armi e forse anche sistemi e tecnologie per la realizzazione dei potenti IED di nuova generazione. Forse anche, vista la bassa potenza dell’ordigno esploso, un avvertimento verso all’Italia, poco dopo l’intervento del Presidente del Consiglio al Parlamento israeliano in occasione del quale sono state rivolte precise critiche all’Iran e sono stati auspicate sanzioni internazionali nei confronti del Paese. Naturalmente nelle vicende afgane qualsiasi ipotesi potrebbe essere vera oppure priva di alcun fondamento, ma una cosa è certa: mentre in Afghanistan “gli insorti” od almeno la componente oltranzista che fa riferimento al Mullah Omar, seguitano a combattere la guerra occulta del terrorismo, il 23 e 24 gennaio u. s. alle Maldive sono stati avviati i primi contatti fra esponenti talebani ed il Governo di Karzai come riferito alla stampa dal deputato afgano Sayed Jamal Fakuri che ha partecipato alle attività. Forse il sole delle Maldive potrebbe favorire un più sereno approccio ai problemi in confronto del gelido inverno afgano, ma sicuramente l’affidabilità delle conclusioni sarà vana se i fondatori di Al Qaeda non abbandoneranno le armi e gli studenti islamici non lasceranno estinguere la fiamma terroristica dell’organizzazione. 4 febbraio 2010 |