LA BOSNIA HERZEGOVINA DOPO DAYTON
 

 

ll 20 dicembre 1995 gli accordi di Dayton avrebbero dovuto avviare un processo di pace e di riconciliazione nella Bosnia Herzegovina, assicurando una convivenza pacifica fra le tre etnie, la bosniaco mussulmana, la croata cattolica e la serba cattolica ortodossa.

Sono trascorsi più di 10  anni da quella data e ripercorrendo le strade di Sarajevo sicuramente si respira un'aria diverso rispetto a quella della fine di dicembre del 1995. Sicuramente più vita,più gente per la strada, negozi aperti, ristoranti pieni, la città illuminata a giorno.

 

 
 
 

il ponte della amicizia a Sarajevo

lungo il fiume a Sarajevo

- la biblioteca - 

 

Tutto sembrerebbe tornato alla normalità. La sera centinaia di giovani popolano le strade, i bar sono pieni di vita, di desiderio di dimenticare e di guardare al futuro. Una situazione apparentemente diversa dall'immediato dopoguerra e di quanto avveniva negli anni immediatamente successivi al quella importante data del 20 dicembre del 1995.

Sono arrivato a Sarajevo il 19 dicembre del 1995, in qualità di responsabile delle attività di bonifica e dei lavori del Genio destinati ad ospitare il Contingente italiano. Un inverno dei più freddi negli ultimi 10 anni. Neve e ghiaccio dovunque, insieme al buio ed alla desolazione determinata da quattro anni di guerra civile.

Nessuno per le strade, ancora spari sporadici all'interno della città, sulla collina verso il monte TREBEVIC ancora presidiato dall'esercito serbo che di lì a poco avrebbe ripiegato.

In quei giorni mentre cercavamo una sistemazione, mentre ci aggiravamo nelle aree periferiche della città prendevamo coscienza di un pericolo SILENZIOSO MA ESTREMAMENTE PERICOLOSO.

Centinaia di mine giacevano sul suolo, pronte ad esplodere al minimo urto insieme alle centinaia di Ordigni Bellici non Esplosi (UXOs) ed alle trappole esplosive celate persino fra le pietre tombali dei cimiteri.

 

     

 

- postazione italiana -

 

- rovine a Sarajevo -

     

 

 

- campi minati vicino alle città -

 

- Ospedale pediatrico di Zedra dic 1995 - 

- Ospedale pediatrico di Zedra 2002 - 

Sono tornato a Sarajevo varie volte quando ancora ero in servizio e dopo aver lasciato l'uniforme occupandomi di bonifica umanitaria. Ogni volta la città si presentava sotto una luce nuova, più viva, più popolata ed operosa.

In questo quadro si è inserita l'opera di bonifica portata avanti negli anni con finanziamenti italiani attraverso le Nazioni Unite. Un'opera attuata da specialisti locali, sotto il coordinamento di tecnici italiani, che con lenta operosità ma grande professionalità hanno nel tempo contribuito alla ripresa economica ed a garantire la sicurezza della propria terra.

All'inizio sono bosniaci mussulmani, nel tempo anche croati e serbi della Federazione che gomito a gomito hanno lavorato e lavorano per restituire ai propri figli quanto la guerra civile ha tolto negli anni materialmente e moralmente.

Molte aree sono state restituite sicure perchè l'imprenditoria locale potesse utilizzare per dare sempre maggiore impulso all'economia e garantire lavoro e benessere a decine di famiglie.

Un esempio fra tutti ciò che è stato fatto nel complesso industriale della FAMOS ad Ilidza, ridente cittadina del Cantone di Sarajevo.

La FAMOS prima della guerra era un complesso industriale metalmeccanico di grand eimportanza. In piccolo "la Mirafiori dei Balcani".

Gli eventi bellici hanno portato a concentrare sull'area industriale lunghe e cruenti atti di guerra fino ad arrivare a posizionare "LA LINEA DI CONFRONTAZIONE FRA BOSNIACI MUSSULMANI E SERBI"  proprio all'interno della fabbrica, distruggendone le infrastrutture e cospargendola di mine.

Oggi il lavoro di bonifica ha permesso di rendere disponibili quelle aree a chi le volesse utilizzare per un incremento della potenzialità industriale locale riportando la municipalità di Ilidza agli antichi spendori. Un lavoro attento e lungo, durato due anni durante i quali l'impegno degli specialisti di bonifica ha reso sicuri più di 80.000 mq di terreno.

Nelle immagini che segue alcuni scorci significativi dell'opera svolta. 

 

 

 

- zone minate all'interno del complesso FAMOS -

 

PRIMA  DELLA  BONIFICA

 

DOPO  LA  BONIFICA

     

 

     

- area industriale distrutta e minata .

 

- area industriale bonificata -

     

 

     

- terreno minato -

 

- specialisti al lavoro -

     

 

     

- area minata -

 

- area bonificata e prime ricostruzioni -

     

 

     

- area minata ed impraticabile -

 

- area bonificata e ritorno alla vita -

     

 

 

- una gruppo  degli specialisti di bonifica di INTERSOS che hanno lavorato alla FAMOS -

DOPO DUE ANNI DI LAVORO

     

 

 
     

 - ogni spazio bonificato viene ricostruito -

 
     

 

 
     

 - si ricostruisce anche mentre si bonifica -

 
     

 

 
     

 - ogni spazio liberato viene utilizzato -

 

 

Durante la bonifica sono state distrutte insidie di ogni genere. Mine, UXOs, trappole esplosive che rendevano tutto insidioso ed impraticabile

 

QUALCHE IMMAGINE DEGLI ORDIGNI BELLICI TROVATI

 

 

     

- una mina anti uomo -

 

- mina antiuomo nell'erba -

     

 

- trappola esplosiva -

     

- trappola esplosiva - 

 

- accenditore per trappole esplosive - 

 

Dopo venti anni dalle Olimpiadi invernali di Sarajevo, l'area delle infrastrutture dove si svolsero i giochi olimpici sono per lo più ancora minate. L'area del monte  TREBEVIC che per tutta la durata della guerra rimase sotto il controllo dell'Esercito serbo e da dove i serbi bombardavano Sarajevo assediata.

 

IMMAGINI   DI   SARAJEVO   DAL   MONTE   TREBEVIC

 

 

 

     
   
     
 
 

 

 

AREE  DA   BONIFICARE

 

 

     

- impianti della pista di bob -

 

- impianti della pista di bob -

     

 

     

- area degli impianti di discesa -

 

- stato di abbandono degli impianti -

     
 
 

 

- aree  minate -

A distanza di quasi dieci anni, però, ancora moltissime  zone minate mantengono alta la loro letalità, peraltro ubicate a ridosso della città e delle principali vie di comunicazione. Una realtà che dovrebbe rappresentare motivo di discussione e di studio per ogni possibile rimodulazione di approccio nello sviluppo della mine action nella Federazione della Bosnia Herzegovina.
 
 

Aree minate in Vogosca )Sarajevo) rilevata nel 1995 ed ancora esistenti nel 2994

 
Alla fine del 2007 in Bosnia ancora si bonifica anche a ridosso della stessa capitale. La gente nelle campagne vive ancora fra le mine e condivide il pericolo della presenza di quanto non esploso rimane attivo sul terreno (Explosive Remants of the War - ERW). Una situazione di estrema gravità che caratterizza un'area geografica europea come i Balcani, dove non solo in Bosnia ma anche in Croazia, in Serbia, in Macedonia, esiste questo pericolo contingente.
 
 
 

 
   

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- Bosnia Herzegovina luglio 2007.  Zona alberghiera circondata dalle mine-

 
     
 

 

- Bosnia Herzegovina luglio 2007. Attività si bonifica -

 

Bosnia Herzegovina luglio 2007. Un corridoio di bonifica -

 
   
   

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