L'importanza della formazione degli addetti ai controlli di sicurezza- Fernando Termentini - mail@fernandotermentini.it - fernando.termentini@poste.it
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I TERRORISTI DELLA DOMENICA E LIMITI DEI POSSIBILI
DISPOSITIVI DESTINATI AD INTERCETTARE UN TERRORISTA ?
Abdulmutallab Omar
Farouk, giovane nigeriano musulmano di 23 anni, figlio di un ricco banchiere e
brillante studente, si è manifestato come il “terrorista della domenica” pur
essendo riuscito ad aggirare i controlli di sicurezza forse non per sua bravura
ma per motivi casuali e contingenti. E’ riuscito però a riattivare la giusta
attenzione sui problemi dell’efficacia dei controlli di sicurezza in particolare
per quanto attiene al possibile utilizzo di macchine sofisticate per
l’individuazione di IED (Improvised Explosive Device). L’omessa individuazione
del possibile terrorista si ritiene che non sia da imputarsi però solo alla
carenza di dispositivi di controllo ma anche ad una serie di fattori che forse
andrebbero valutati per arrivare a soluzioni affidabili piuttosto che adottare
soluzioni affrettate e forse anche fuorvianti.
Ad Amsterdam non è stato individuato l’esplosivo contenuto nelle mutande del
giovane nigeriano e sarebbe risultato comunque impossibile a meno di non
procedere ad un’accurata perquisizione personale in quanto anche gli stessi
sniffatori elettronici di esplosivi avrebbero potuto fallire il bersaglio
coperto dall’odore dell’urea. Anche ammesso poi che la perquisizione corporale
fosse stata possibile, quali ricadute di immagine ed oggettive avrebbe avuto sui
responsabili dei controlli di sicurezza, qualora avesse dato esito negativo?
Naturalmente in materia di sicurezza non si può né si deve essere permissivi, ma
nello stesso tempo è auspicabile che siano individuate ed adottate procedure che
evitino l’ossessiva ripetizione di atti automatici che non aiutano a svelare la
minaccia ma che di fatto potrebbero concorrere ad abbassare l’affidabilità dei
controlli.
Forse una macchina in grado di “vedere sotto i vestiti” tipo il body scanner
avrebbe permesso di individuare il contenuto estraneo all’indumento intimo, ma
con quale risultato se il personale addetto al controllo non fosse stato in
grado di assicurare un’immediata ed adeguata lettura dell’immagine coniugandola
con quanto altro in possesso del soggetto intercettato. Cosa avverrebbe, ad
esempio, se la macchina controllasse un poveretto certificato come portatore di
handicap per incontinenza urinaria e l’addetto alla sicurezza sarebbe in grado
di acquisire solo la certezza che costui indossa un indumento protettivo per lo
specifico problema fisico. Quasi sicuramente ci si limiterebbe a memorizzare
l’immagine a meno di non dar seguito ad ulteriori accertamenti specifici sulla
effettiva esistenza dell’invalidità.
Altro invece sarebbe se qualsiasi macchinario moderno fosse affiancato dalla
professionalità dell’uomo preparato a saper riconoscere i possibili IED
attraverso un controllo incrociato della persona e delle cose da essa possedute
per individuare con rapidità e buona certezza gli elementi necessari perché
l’ordigno esplosivo possa funzionare. Una formazione che oggi è possibile
sviluppare ed esaltare anche ricorrendo a simulazioni informatiche e
sottoponendo ad un continuo “refreshing” formativo ed a test di autovalutazione
tutto il personale addetto ai controlli di sicurezza per l’ingresso ad aree
sensibili.
Non in ultimo, poi, alla stessa stregua di quanto avvenuto per le limitazioni
della quantità di sostanze liquide da portare a bordo degli aerei nel bagaglio a
mano a bordo, proibire di avere al seguito batterie di corrente di una certa
capacità collegate ai dispositivi da alimentare e prevedere l’obbligo di
inserire nel bagaglio di stiva quelle che forniscano energia elettrica superiore
a determinati amperaggi.
Soluzioni che sicuramente non risolvono il problema ma che aiutano a contenere
la minaccia eliminando forse definitivamente la possibilità di azioni
improvvisate dai “terroristici della domenica”.