LE ALTRE INSIDIE DEL CAMPO DI BATTAGLIA

 

- Gen. Brig. (ris) dott. Fernando  TERMENTINI - 

mail@fernandotermentini.it - fernando.termentini@poste.it

 
 

Mine e Cluster Bombs sono i maggiori inquinanti di un territorio dove è passata una battaglia, ma non sono i soli ordigni bellici che possono provocare vittime fra la popolazione civile dopo la fine della guerra. I conflitti armati, lasciano sul suolo un numero molto elevato di ordigni esplosivi ancora attivi (Explosive Remants of the War - ERW) e che rappresentano un pericolo costante per la popolazione residente o per chi si accinge a sviluppare attività di costruzione o estrattive.

   
In una guerra moderna, infatti, i sistemi d’arma impiegati sono diversi e differente è la tipologia dei possibili ordigni utilizzati . Questo comporta un macroscopico inquinamento delle zone teatro di guerra ed è ricorrente il ritrovamento di oggetti non esplosi come bombe d’aereo, missili contro carro, bombe a mano e da mortaio, e quanto altro fa parte degli arsenali militari .

Tutto concorre ad incrementare il tasso di rischio di una popolazione costretta a convivere con "l’inquinamento post bellico" che quotidianamente può incappare in un ordigno che esplode improvvisamente provocando danni quasi sempre irreversibili .

Un pericolo immanente che subisce un incremento quando nel periodo primaverile i contadini ed i pastori cominciano a ripercorre i campi e quando i bambini sciamano sui prati per godere di qualche ora di sole dopo i duri e rigidi inverni dei Balcani

Un fenomeno che si sta vivendo in Kosovo dopo un anno dalla fine della guerra. Nel Paese, infatti, terminato il primo inverno del dopo guerra e quasi ultimato il rientro dei profughi e la ricostruzione delle abitazioni danneggiate, è emergente il desiderio di riprendere a lavorare, di dissodare i campi, potare i frutteti e di raggiungere i pascoli estivi con i greggi e le mandrie . I bambini escono dalle case, si rincorrono, giocano a pallone e curiosi sciamano nei prati e fra le macerie delle case, alla ricerca di qualcosa da collezionare.

Attirati dallo scheletro di una mucca saltata su una mina potrebbero essere indotti ad addentrarsi nel bosco spinti dal desiderio di trovare qualcosa di diverso. Questi sono i momenti in cui il pericolo aumenta perché una bomba da mortaio, una bomba a mano, un proiettile di artiglieria abbandonati e celati fra i cespugli, potrebbe esplodere uccidendo tutti in un raggio di qualche centinaio di metri.

Anche un missile contro aereo potrebbe essere rinvenuto e se esplodesse i danni sarebbero davvero imprevedibili, in considerazione che nella sua testata di guerra sono contenute migliaia di biglie di acciaio affogato in 60 kg di esplosivo .

La situazione assume connotati ancora più esasperati quando il conflitto ha contrapposto cittadini della stessa Nazione come nella guerra civile che ha sconvolto la Bosnia per quattro anni e quando l’Esercito o Forze paramilitari sono utilizzate per rastrellare la popolazione di casa in casa, come per sei mesi è avvenuto in Kossovo .

In questi casi le granate inesplose e le mine rimangono anche fra me macerie delle case o vengono abbandonate nei cimiteri trappolate, come avvenuto in Bosnia dove nell’immediato dopo guerra era pericoloso anche portare un fiore sulla tomba di un congiunto. In Kossovo le Truppe, la polizia ed i paramilitari serbi hanno percorso i villaggi utilizzando le armi per snidare dalle proprie case gli abitanti ed hanno impiegato i cannoni per distruggere tutto. Fra le macerie centinaia di ordigni inesplosi a cui si sono aggiunte migliaia di cluster lanciate dagli aerei delle Forze della NATO .

     

     

 

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