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Precedenti storici
L’Afdghanistan
di oggi è lo stesso di quello che ho trovato nel marzo del 1989 non
appena andato via l’invasore sovietico.
In quei
giorni iniziava l’Operation Salam che rappresenta l’inizio di quello
che,
sul piano operativo, attualmente è la Mine Action internazionale.
I SOP di oggi, infatti, trovano origine da quelli che inventammo in quei
giorni e in alcuni punti ricalcano ancora esattamente
quei contenuti.
Mentre ci si
preparava a sviluppare la formazione degli specialisti afgani, molti dei
quali oggi ricoprono incarichi di rilievo in ambito UNMAS e nella Mine
Action afgana, iniziavano le prime lotte tribali fra le sette fazioni
allora esistenti e che oggi esistono ancora come parte trainante e
veicolo di destabilizzazione della politica interna di quel Paese.
Ci troviamo,
quindi, di fronte ad una vera e propria “nemesi” storica in quanto
in Afghanistan si sta ripetendo esattamente quello che è avvenuto
quattordici anni orsono e
che nel tempo ha portato al sopravvento dei Taleban
Le stesse
situazioni contingenti per :
·
il mantenimento degli interessi tribali;
·
la gestione della coltivazione dell’oppio e la
trasformazione in eroina;
·
il contrabbando di eroina;
·
il controllo del territorio secondo un approccio feudale.
L’Afgano
di oggi
In Afghanistan
poco è cambiato. Il Paese è collocabile ad un periodo che precede
almeno di un secolo il progresso raggiunto oggi da altre Nazioni anche
del Medio Oriente. Solo nelle grandi città una parvenza di
modernizzazione se così si può definire, ad esempio, la possibilità
di poter usufruire di energia elettrica.
Per il resto la
società è povera, prettamente rurale, attaccata a tradizioni tribali e
vincolata da un senso della religione islamica esasperato.
I Talebani hanno
lasciato il segno della loro presenza con radici radicate che il popolo
apparentemente cerca di sradicare ma che, di fatto, ritiene proprie
della propria cultura e per taluni aspetti vi rimane profondamente
attaccato.
Una popolazione
fiera ed orgogliosa della propria cultura che seppure povera e semplice
non gradisce che sia permeata da ingerenze di alcun genere.
La maggior parte
delle donne indossa ancora il burca per libera scelta ed dichiara apertamente di non poterne fare a meno, piuttosto di
gradirlo in quanto elemento difensivo per la propria femminilità in un
ambiente in cui l’uomo ha un approccio possessivo e per taluni aspetti
violento nei confronti dell’altro sesso.
Palesemente però
la donna è insoddisfatta, sotto il burca indossa anche capi di corredo
di foggia occidentale dimostrando un latente ed imperante desiderio di
libertà
La
situazione del territorio afgano
L’Afghanistan
è uno dei Paesi più minati al mondo. Si stima che ci siano ancora più
di 4 milioni di mine ed in questo caso ritengo che la stima non sia
assolutamente ridondante. Insieme alle mine giacciono sul suolo, nei
posti più disparati, a ridosso delle case, centinaia di migliaia di UXOs risalenti al periodo della dominazione sovietica e della
rivoluzione interna.
A questi ora si
sono aggiunti moltissimi altri UXOs lasciati dai recenti bombardamenti,
Cluster Bombs e bombe di aereo non esplose assolutamente non conosciute
dal personale locale anche se specializzato in bonifica.
Gli eredi
dell’Operation Salam hanno lavorato in questi anni ma sono stati
vincolati dal potere talebano che ha lasciato pochissimo spazio alle
iniziative ed agli interventi sistematici. Per cui ora ci troviamo di
fronte ad una situazione assolutamente non configurata, senza tracce di
Survey concrete, con aree minate un tempo individuate e marcate ed ora
non più definite, con aree bonificate in parte e poi abbandonate.
Rispetto al
passato solo alcuni aspetti sono ricorrenti : il ricorso a trappole
esplosive e tecniche di guerriglia identiche a quanto avvenuto durante
la resistenza ai sovietici.
A tale riguardo
non vengono utilizzati dispositivi innovativi od autocostruiti, solo una
trasformazione ed un adeguamento di quanto disponibile in campo militare
ed adattabile alle esigenze specifiche. Accenditori per mine trasformati
in dispositivi per trappole esplosive, bombe a mano adeguate allo scopo,
proiettili di grosso calibro collegati a mine, cariche esplosive di
qualche decina di chili collegate a mine anti uomo ed anti carro.
Questo deve
indurre alla massima cautela nell’approcciare a qualsiasi tipo di UXOs
che deve essere rimosso o bonificato.
Devono essere
adeguate le tecniche normalmente applicate per ridurre il rischio, come
:
·
prima di rimuovere qualsiasi oggetto o UXOs procedere
sempre al pulling a distanza di sicurezza e da posizione protetta, anche
nel caso di piccoli ordigni e/o di mine anti uomo;
·
effettuare il pulling in direzione angolata rispetto
all’oggetto da rimuovere, con un’angolazione maggiore di 45°
ponendo il personale non coinvolto nell’intervento a distanza di
almeno 100 m, in posizione protetta o di autoprotezione;
·
far effettuare il pulling da una sola persona;
·
diffidare dagli “aggiramenti fuori strada” di
eventuali interruzioni stradali anche se esistono tracce di passaggio
pregresso. Potrebbero essere state create ad arte e poi trappolate;
·
evitare di smontare qualsiasi UXOs, potrebbe essere
trappolate all’interno;
·
non utilizzare apparati radio – in particolare
Motorola – rinvenuti sul suolo o in depositi. In Afghanistan
durante la resistenza sovietica ne sono stati introdotti moltissimi
trasformati a livello industriale come telecomandi a distanza.
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