SCHEDA SULL'AFGHANISTAN

 

- Brig. Gen. (ris) dott. Fernando TERMENTINI

mail@fernandotermentini.it - fernando.termentini@poste.it

 

 

Precedenti storici

L’Afdghanistan di oggi è lo stesso di quello che ho trovato nel marzo del 1989 non appena andato via l’invasore sovietico.

In quei giorni iniziava l’Operation Salam che rappresenta l’inizio di quello che,  sul piano operativo, attualmente è la Mine Action internazionale. I SOP di oggi, infatti, trovano origine da quelli che inventammo in quei giorni e in alcuni punti ricalcano ancora esattamente quei contenuti.

Mentre ci si preparava a sviluppare la formazione degli specialisti afgani, molti dei quali oggi ricoprono incarichi di rilievo in ambito UNMAS e nella Mine Action afgana, iniziavano le prime lotte tribali fra le sette fazioni allora esistenti e che oggi esistono ancora come parte trainante e veicolo di destabilizzazione della politica interna di quel Paese.

Ci troviamo, quindi, di fronte ad una vera e propria “nemesi” storica in quanto in Afghanistan si sta ripetendo esattamente quello che è avvenuto quattordici  anni orsono e che nel tempo ha portato al sopravvento dei Taleban

Le stesse situazioni contingenti per :

·        il mantenimento degli interessi tribali;

·        la gestione della coltivazione dell’oppio e la trasformazione in eroina;

·        il contrabbando di eroina;

·        il controllo del territorio secondo un approccio feudale.

 

  L’Afgano di oggi

In Afghanistan poco è cambiato. Il Paese è collocabile ad un periodo che precede almeno di un secolo il progresso raggiunto oggi da altre Nazioni anche del Medio Oriente. Solo nelle grandi città una parvenza di modernizzazione se così si può definire, ad esempio, la possibilità di poter usufruire di energia elettrica.

Per il resto la società è povera, prettamente rurale, attaccata a tradizioni tribali e vincolata da un senso della religione islamica esasperato.

I Talebani hanno lasciato il segno della loro presenza con radici radicate che il popolo apparentemente cerca di sradicare ma che, di fatto, ritiene proprie della propria cultura e per taluni aspetti vi rimane profondamente attaccato.

Una popolazione fiera ed orgogliosa della propria cultura che seppure povera e semplice non gradisce che sia permeata da ingerenze di alcun genere.

La maggior parte delle donne indossa ancora il burca per libera scelta ed  dichiara apertamente di non poterne fare a meno, piuttosto di gradirlo in quanto elemento difensivo per la propria femminilità in un ambiente in cui l’uomo ha un approccio possessivo e per taluni aspetti violento nei confronti dell’altro sesso.

Palesemente però la donna è insoddisfatta, sotto il burca indossa anche capi di corredo di foggia occidentale dimostrando un latente ed imperante desiderio di libertà

 La situazione del territorio afgano

L’Afghanistan è uno dei Paesi più minati al mondo. Si stima che ci siano ancora più di 4 milioni di mine ed in questo caso ritengo che la stima non sia assolutamente ridondante. Insieme alle mine giacciono sul suolo, nei posti più disparati, a ridosso delle case, centinaia di migliaia di UXOs risalenti al periodo della dominazione sovietica e della rivoluzione interna.

A questi ora si sono aggiunti moltissimi altri UXOs lasciati dai recenti bombardamenti, Cluster Bombs e bombe di aereo non esplose assolutamente non conosciute dal personale locale anche se specializzato in bonifica.

Gli eredi dell’Operation Salam hanno lavorato in questi anni ma sono stati vincolati dal potere talebano che ha lasciato pochissimo spazio alle iniziative ed agli interventi sistematici. Per cui ora ci troviamo di fronte ad una situazione assolutamente non configurata, senza tracce di Survey concrete, con aree minate un tempo individuate e marcate ed ora non più definite, con aree bonificate in parte e poi abbandonate.

Rispetto al passato solo alcuni aspetti sono ricorrenti : il ricorso a trappole esplosive e tecniche di guerriglia identiche a quanto avvenuto durante la resistenza ai sovietici.

A tale riguardo non vengono utilizzati dispositivi innovativi od autocostruiti, solo una trasformazione ed un adeguamento di quanto disponibile in campo militare ed adattabile alle esigenze specifiche. Accenditori per mine trasformati in dispositivi per trappole esplosive, bombe a mano adeguate allo scopo, proiettili di grosso calibro collegati a mine, cariche esplosive di qualche decina di chili collegate a mine anti uomo ed anti carro.

Questo deve indurre alla massima cautela nell’approcciare a qualsiasi tipo di UXOs che deve essere rimosso o bonificato.

Devono essere adeguate le tecniche normalmente applicate per ridurre il rischio, come :

·        prima di rimuovere qualsiasi oggetto o UXOs procedere sempre al pulling a distanza di sicurezza e da posizione protetta, anche nel caso di piccoli ordigni e/o di mine anti uomo;

·        effettuare il pulling in direzione angolata rispetto all’oggetto da rimuovere, con un’angolazione maggiore di 45° ponendo il personale non coinvolto nell’intervento a distanza di almeno 100 m, in posizione protetta o di autoprotezione;

·        far effettuare il pulling da una sola persona;

·        diffidare dagli “aggiramenti fuori strada” di eventuali interruzioni stradali anche se esistono tracce di passaggio pregresso. Potrebbero essere state create ad arte e poi trappolate;

·        evitare di smontare qualsiasi UXOs, potrebbe essere trappolate all’interno;

·        non utilizzare apparati radio – in particolare Motorola – rinvenuti sul suolo o in depositi. In Afghanistan durante la resistenza sovietica ne sono stati introdotti moltissimi trasformati a livello industriale come telecomandi a distanza. 

 

 

 
HOME